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Vinadio

Cenni storici

Vinadio, paese fortificato, si trova alla confluenza del Vallone di Neraissa con quelli di Rio Freddo e Sant'Anna. Sorge a 910 mt s.l.m. su di un piano leggermente inclinato sulla maestosa conoide alluvionale del torrente Neraissa.
Le antiche abitazioni di Vinadio sono racchiuse dalle mura del Forte Albertino, la cui costruzione venne intrapresa nel 1834 e che ancora oggi caratterizza tutto quanto il paese, insieme agli altri forti sparsi sulle alture circostanti.
Particolarmente ricco di attrattive naturalistico-ambientali e di occasioni di svago risulta il vasto territorio comunale, costituito da alcuni valloni laterali, ricoperti da pinete e da abetine in cui scorrono torrenti ricchi d'acqua e sono presenti numerosi laghetti alpini.

Il toponimo potrebbe derivare dalla coltura della vite. Eretto a comune nel 1240 passa ai Marchesi di Saluzzo, ai d'Angiò e successivamente ai Savoia.

A Vinadio è degna di menzione la mostra della Pecora Sambucana, che si svolge ogni anno l'ultima domenica di ottobre, nell'ambito dell'antica Fiera dei Santi.

I monumenti

Per la posizione strategica Carlo Alberto scelse Vinadio per costruirvi "Il Forte Albertino" opera militare colossale. La struttura è ancora ben conservata e offre la possibilità di un interessante percorso turistico-culturale. Vicino al Forte si trova la Parrocchiale di San Fiorenzo(XV secolo). Alcune cappelle sparse fra le borgate conservano ancora i tetti in paglia (San Bernolfo, Podio Soprano, Neraissa e Castellar delle Vigne).

Il Santuario di Sant'Anna, situato a 2010 m nella suggestiva conca del vallone d'Orgials, a richiama ogni anno migliaia di pellegrini. Noto fin dall'antichità è lo stabilimento termale della frazione Bagni, per le sue acque sulfuree che sgorgano a oltre 60 gradi, per i fanghi e le muffe che curano molteplici patologie.
L'attuale santuario di Sant'Anna di Vinadio, uno dei più grandiosi dell'arco alpino, a 2000 mt.s.l.m., è attestato già nel 1307 col nome di «ospizio di Santa Maria di Brasca». Dal 1447 risulta che l'amministrazione era retta dal parroco di Vinadio, con l'appoggio del Comune, a testimoniare l'importanza anche civile dell'ospizio per pellegrini e commercianti, che potevano ricevere dal custode, detto «randiere», assistenza in ogni periodo dell'anno.Dedicato poi a Sant'Anna, l'ospizio si trasformò in Santuario con una nuova chiesa del 1680, il cui complesso continuò ad ingrandirsi nell''800, fino al recente riuso delle vicine caserme. E' stato ed è luogo di incontro tra popolazioni dei due versanti delle Alpi, al di là delle barriere dei nazionalismi.

L'ambiente e l'economia

Il suggestivo ambiente naturale richiama numerosi turisti. Ben sviluppata è anche l'agricoltura e l'allevamento particolare della pecora sambucana. La lavorazione delle erbe officinali è sviluppata fin dal secolo scorso e produce, con metodi tradizionali, liquori utilizzando le erbe aromatiche endemiche.
Itinerari ed escursioni
A monte di Vinadio, sulla sinistra orografica, parte una strada in buone condizioni che conduce agli abitati di Podio e Neraissa, itinerari facilmente percorribili e di suggestivo interesse.
Alle spalle dell'abitato il forte di Neghino, raggiungibile in un'ora circa di facile escursione.
Da Pratolungo e Roviera, si aprono due valloni laterali. Il primo, percorso da una strada transitabile nella stagione estiva, che raggiunge il valico della Lombarda e collega la Valle Stura alla Valle Tinée e Nizza.
Di grande richiamo religioso e turistico è il Santuario di Sant'Anna (altezza mt.2010), probabilmente sorto sui ruderi di un antico ospizio per pellegrini.
Il secondo vallone è percorso da Rio Freddo e si chiude con la sagoma maestosa del Monte Malinvern, in uno stupendo scenario di laghi alpini.

L'ACQUA SANT'ANNA DI VINADIO

La sorgente naturale di Sant'Anna si trova nel cuore delle Alpi Marittime: precisamente a Ponte Migliorero, nella località Besmorello, a Bagni di Vinadio, a 1503 metri d'altitudine. Un posto davvero ideale: non ci sono insediamenti industriali, non ci sono campi concimati, non ci sono pascoli intorno, non c’è nulla, salvo l’acqua che sgorga.
Un fatturato e una produzione in continua crescita, potenzialità e idee di espansione, accordi commerciali con le maggiori catene di supermercati. Questi gli elementi che fanno dell'acqua Sant'Anna di Vinadio uno dei marchi più in vista sul panorama nazionale.
Nel 2001 si è arrivati a un fatturato di 70 miliardi di lire, confezionando 200 milioni di bottiglie, di cui 150 con l'etichetta Sant'Anna, e le restanti divise tra i partner commerciali con cui la società ha stretto importanti accordi. Si tratta del gruppo Pam-Panorama (Cimebianche), quello Auchan-Rinascente(Alpi Bianche), e quello Carrefour (Alte Vette).
 
LE TERME DI VINADIO

Il complesso termale sorge a 1320 m. s.l.m. nell’alta valle Stura, situata nella parte sud occidentale della provincia di Cuneo. Uno dei posti più incontaminati delle Alpi Marittime, si trova in una posizione ideale dal punto di vista geografico e climatico: il suo microclima può essere definito come una vera oasi climatica, poiché occupa una posizione soleggiata e protetta dai venti sia d’estate che in inverno quando la neve cade copiosa.

La provincia di Cuneo, spesso e meglio conosciuta come provincia Granda, può vantare di un territorio ricco di risorse naturali che fanno del nostro territorio un gioiello raro e unico al mondo.
Il cuore della Granda, ovvero la città di Cuneo,vanta un infinito numero di vallate alpine che fanno da corona alla provincia regina delle regine.
La valle Stura di Demonte si articola in un percorso che, a partire da Borgo S. Dalmazzo arriva fino al Colle della Maddalena, ovvero alla Francia.
L’attuale strada statale, perfettamente agevole e sempre sgombra dalla neve, ripercorre l’antica strada Romana denominata “Via Emilia”, vale a dire la strada che, passando per Acqui Terme, Benevagienna e Pedona correva tutta la Valle Stura fino a raggiungere la Gallia.
Dal momento in cui Emilio fece costruire la diramazione utile per raggiungere la Valle Aurata, ricca di sorgenti di acqua calda , sono nate tutta una serie di strutture volte ad accogliere nel migliore dei modi i turisti che vogliono godere di un periodo di relax a contatto con la natura.
Le terme si trovano in una diramazione della Valle Stura in un vallone detto “dei Bagni” sulla destra orografica del fiume Stura di Demonte. Le acque termali della stazione hanno dato fin dalle origini risonanza a Vinadio e all’intera valle.
Lo stabilimento si trova a 1323 m sul livello del mare, alle pendici del Monte Oliva, da cui scaturiscono una serie di fonti calde conosciute fin dall’antichità: non mancano argomenti per credere infatti che esse fossero note già all’epoca romana

Storia

Non si è in grado di sapere l’epoca in cui si iniziarono a sfruttare in modo industriale e sanitario le acque minerali. Si ritiene che esso avvenne non molto prima del XIV secolo, poiché essendo state le acque confiscate il 4 agosto 1562 dal governo sardo, i proprietari , che ne facevano uso e commercio, si opposero duramente a tale atto, facendo ricorso ed appoggiandosi a lettere di privilegio firmate dal Conte Amedeo di Savoia nel 1388. L’opposizione al provvedimento fu accolta e il 15 maggio 1565 Emanuele Filiberto revocò la confisca.
Altre frammentarie tracce della storia antica delle Terme, che allora si chiamavano “Loggiamento delle acque”, si possono ritrovare in un capitolo degli statuti comunali risalenti al 1300, conservati su di una lunga pergamena che, anche se danneggiata e mutilata, ci parla degli abitanti dei bagni e delle sue acque.
Per avere però dati inconfutabili sulle terme bisogna risalire fino al 1552, quando Bartolomeo Viotti, con il suo “De Balneorum naturalium viribus”, si occupò dell’argomento. Egli, pur confessando di non essersi recato di prima persona agli stabilimenti, riporta le descrizioni ricavate del rapporto redatto dall’amico dott. Antonio Berge, il quale parla di due camere vicine alla stufa e di una casa per le cure a 20 passi dal monte.
Dopo il Viotti vennero fatti molti studi sulle proprietà terapeutiche delle acque di Vinadio: nel 1571 Andrea Bacci vi dedicò un saggio, seguito dal Gallina che, dopo aver visitato Valdieri e Vinadio pubblicò il suo trattato: “Gallini Francisi medici carmoniolensis tractatus de Balneis Vinadii ac Valdierii”, dove si conferma dell’esistenza delle camere vicino alla stufa e di una serie di fabbricati contenenti ben sessanta letti.
L’ubicazione dei fabbricati vicino al torrente dell’Ischiator creò sempre dei problemi di difesa degli stessi dalle acque in piena che più volte irruppero danneggiandoli o distruggendoli. Nel 1602, ad esempio, una copiosa esondazione rovinò le mura degli stabilimenti che vennero così ceduti, l’anno seguente, al signor Marino Notaio Antonio.

Nel corso del XVII secolo furono molti i finanziatori che cercarono di far rinascere le antiche “fabbriche “ delle terme, ma ebbero come risultato una serie di valanghe e di inondazioni che ebbero il sopravvento sulle costruzioni fino a farle scomparire del tutto, tant'è che ancora nel 1747 il prof Fantone nel suo trattato non fa cenno ad alcun fabbricato ma solamente ed alcune sorgenti che fuoriescono tra le rocce alpine. Dal 1786 non si possiedono più pubblicazioni fino al 1870, tranne che per alcune testimonianze del Cav Martini di Bersezio che ricorda con particolare terrore l’ennesima alluvione avvenuta nel 1853.
All’inizio del 1900, dopo tanto discutere, l’amministrazione provinciale si decise finalmente per la costruzione di una strada che collegasse la borgata Pianche a quella dei Bagni, in sostituzione dell’antico sentiero percorribile solamente a piedi o sulla groppa di un cavallo.

Nei primi anni della seconda guerra mondiale lo stabilimento venne praticamente messo in disuso, mentre con lo sbarco americano del settembre del ‘43 si dovette purtroppo assistere all’invasione nazi-fascista dello stabilimento che divenne quindi il comando di zona tedesco. La borgata di Bagni assistette a tragedie atroci dovute alla guerriglia partigiana che dopo immensi sforzi riuscì di liberare le terme dagli invasori. La competenza delle acque termali venne intanto spostata con decreto del ministero delle finanze del 31/3/1972 all’amministrazione regionale che, che con decreto del presidente della Giunta, la affidò alla SATEA.

Superata l’ennesima crisi e l’ennesima chiusura del 1978, testimoniata dall’allora giovanissimo giornalista fossanese Gianfranco Bianco, si assistette alla creazione delle Unità Sanitarie locali che a partire dal 1980 soppiantarono gli enti ospedalieri: ciò significò il passaggio di tutti i beni ai comuni su cui gli enti operavano.

Lo stabilimento passò così in mano al comune di Vinadio che in collaborazione con la Comunità montana costituì il primo ed unico stabilimento termale piemontese in mano pubblica
Acqua medio-minerale clorurato solfato calcica litiosa
Così recita la classificazione chimico-fisica dell'acqua utilizzata presso le Terme di Vinadio. Il bacino termale da cui provengono le acque di Vinadio è ubicato nell'Alta Valle della Stura di Demonte ed in questa zona il termalismo non è dovuto a fenomeni vulcanici superficiali che generano gradienti geotermici anomali (come accade ad esempio per Acqui Terme) ma semplicemente ad infiltrazioni di acque superficiali fino a 8000 metri di profondità provenienti da bacini che sono situati tra i 2400 ed i 2600 metri di altitudine. L’acqua scaturisce da una serie di sorgenti situate nelle immediate vicinanze dello stabilimento e due sorgenti, Stufa antica (o Stufa dei Vascone) e Stufa Santelli, provenienti all'interno del complesso termale. Quindi viene convogliata verso lo stabilimento termale dove alimenta la piscina, le vasche per l'idromassaggio, gli apparecchi per le inalazioni caldo- umide, le vasche per la maturazione dei fanghi ed infine permette la crescita delle caratteristiche alghe utilizzate per i trattamenti dermocosmetologici.
I vapori invece vanno a riscaldare fino a 60° le tre grotte naturali dove si pratica l'antroterapia, antichissimo quanto efficace metodo di cura.
Numerosi sono i rimedi delle terme: si va dalla medicina estetica, quale cellulite e prevenzione dell’invecchiamento della pelle, alla dermatologia, all’apparato respiratorio (faringiti e laringite croniche, asme e riniti), ad artrosi ed osteoporosi, fino a disturbi dell’apparato gastroenterico ed uro-ginecologico.        

veduta
 
IL FORTE ALBERTINO DI VINADIO

La fortificazione di Vinadio è da cosiderarsi fra gli esempi di architettura militare più significativi dell'intero arco alpino.

I lavori di costruzione della fortezza, voluta da Re Carlo Alberto, iniziarono nel 1834, per concludersi solo nel 1847.

Nonostante una breve interruzione, dal 1837 al 1839, in soli undici anni si realizzò un vero capolavoro dell'ingegneria e della tecnica militare e per la sua costruzione in alcuni momenti furono impegnate 4000 persone.

La fortificazione, che fiancheggia a ponente il paese non fu mai teatro di importanti eventi bellici, dalla roccia del fortino al fiume Stura, ha una lunghezza in linea d'aria di circa 1200 metri.

Il percorso, che si snoda su tre livelli di camminamento, si aggira sui 10 km ed è suddiviso in tre fronti: Fronte Superiore, Fronte d'Attacco e Fronte Inferiore.

Oggi, grazie al contributo della Regione Piemonte, il Comune di Vinadio e l'Associazione Culturale Marcovaldo s'impegnano nella promozione e valorizzazione della fortezza con l'obiettivo di recuperare quanto è andato perduto nel corso dei lunghi anni di abbandono.

apertura da maggio a settembre compresi: domenica 10.00-12.30 14.30-18.30
ingresso: intero euro 5,00 / ridotto euro 3,00

Per informazioni:

Tel. 0171/618260 Fax. 0171/610735 (Ass. Marcovaldo)
Indirizzo e-mail: info@marcovaldo.it


Santuario di Sant'Anna di Vinadio

   

www.santuariosantanna.it

Il primo documento storico che indica la presenza di una chiesetta nel vallone, detto dell'Orgials, è un atto di intesa sui confini di Vinadio e Isola, redatto il 23 settembre 1307, che nomina "l'ospizio di S. Maria di Brasca". Si trattava di una piccola cappella affiancata da poveri locali per l'ospitalità dei viandanti e pellegrini. In un atto del 21 febbraio 1447 risulta che l'ospizio era amministrato dal parroco di Vinadio con quattro consiglieri di cui due eletti dal comune.

Le testimonianze più antiche sulla vita dell'ospizio di S. Maria attestavano la presenza di eremiti che si dedicavano al servizio dei viandanti . Con lo sviluppo della chiesa in santuario l'amministrazione stipulò convenzione con un custode stabile detto "Randiere". I suoi compiti erano così stabiliti:

  • abitare presso il santuario tutto l'anno;
  • curare la manutenzione degli edifici;
  • somministrare viveri ai viandanti ed accompagnarli per un tratto di strada in caso di cattivo tempo;
  • riassettare la strada e le pianche;
  • suonare la campana all'Ave Maria ed in caso di brutto tempo per orientare i viandanti; provvedere il fieno su cui i pellegrini potessero dormire;
  • provvedere i pasti ai sacerdoti e amministratori nei giorni delle feste.

Un documento del 1443, per la prima volta attesta il nuovo titolo della chiesa detta d'ora in poi di "S. Anna". L'antico ospizio alpino stava cambiando fisionomia divenendo un caratteristico santuario. Il culto di S. Anna e di S.Gioachino si era diffuso in occidente dopo le crociate e per dare forza alla nuova devozione anche in loco la tradizione popolare fece ricorso ad una presunta apparizione di S. Anna ad una pastorella, Anna Bagnis, che sarebbe avvenuta su una roccia tra i pascoli più a monte della vetusta chiesetta. In ogni leggenda antica c'è sempre un fondo di verità!

La tappa più significativa dello sviluppo del santuario fu la costruzione della nuova chiesa, l'attuale, nel 1680-81, con l'animazione di don G.B. Floris parroco di Vinadio, aiutato dal Comune e dai pellegrini. La chiesa secentesca venne costruita leggermente più a valle dell'antica cappella. I pellegrini all'epoca già si contavano a migliaia. Nel 1619 si ottenne una reliquia di S. Anna ancora attualmente esposta nel braccio argenteo. La fama crescente del santuario fu bruscamente interrotta per alcuni anni con la rivoluzione francese, periodo in cui anche la chiesa fu saccheggiata, per poi riprendere nell'Ottocento con l'afflusso di molti fedeli. L'attuale edificio sacro è il secondo dedicato a S. Anna. Costruito nel 1680 è a tre navate, con pavimento ligneo in salita sul pendio della roccia sottostante.

La volta venne costruita solo nel 1870, al posto del tavolato originario distrutto da un incendio. Negli anni seguenti , su progetto dell'Ing. Alessandro Arnaud, del 1881, l'edificio ha assunto l'impostazione attuale con il rifacimento della facciata e del campanile. La navata centrale si prolunga nel presbiterio chiuso da grandi cancellate, recanti in alto lo stemma di Vinadio. Sul fronte del presbiterio spiccano ai lati la statua ottocentesca di S. Anna con Maria e il braccio-reliqiario secentesco della santa. L'attuale altare maggiore in marmo è del 1960, mentre dieci anni dopo si allestì la nuova mensa in rame sbalzato, posta verso il popolo. I due altari laterali sono dedicati a S.Gioachino e alla Madonna della Neve. Le pareti sono adornate da numerosissimi ex-voto che testimoniano la gratitudine di generazioni di pellegrini.

La folla di pellegrini e turisti in aumento nei decenni dell'ultimo dopoguerra ha reso insufficiente la chiesa per le celebrazioni più solenni. A tal fine nel 1971-72 si risistemò il chiostro tra la chiesa ed il vecchio ospizio rendendolo spazio adatto alle celebrazioni. Al pian terreno dell'ospizio, venne formata la cappella delle confessioni, per offrire il clima di raccoglimento adatto, che è stata completata nel 2000 con la realizzazione della cappella dell'adorazione, dove tutti i giorni viene esposto il SS. Sacramento.

Nel chiostro si celebra la grande messa bilingue, in francese e in italiano, come segno di fraternità ecclesiale a cui questo santuario serve, come luogo di incontro al di là delle frontiere. Alcuni punti caratteristici circostanti il santuario sono stati adeguatamente sistemati: la stele della Madonna della Neve, le "rotonde "per la celebrazioni all'aperto, la roccia dell'Apparizione, la "Via Crucis del Pellegrino"e il monumento con i cimeli della Seconda Guerra Mondiale che si è combattuta su questi monti. La funzionalità dell'accoglienza sempre più ampia ha cercato di valorizzare ogni ricordo della tradizione. Oggi il Santuario cerca di essere un luogo di accoglienza per singoli e gruppi, non solo per i rapidi pellegrinaggi giornalieri, ma anche per un periodo di soggiorno, per i momenti di celebrazione e di riflessione, per reimmergersi nella pace naturale di laghi e vette... Sono gli elementi ideali per campi scuola di ragazzi e giovani. Per questo l'antico ospizio ed alcuni bivacchi alpini sono stati adeguati, mentre la "Casa di S. Gioachino", in affitto dagli anni '60 e dal 2000 finalmente proprietà del Santuario, può ospitare persone e famiglie. Per far fronte al crescente turismo si cerca di creare una zona più ampia di rispetto estesa al chiostro e al piazzale della chiesa, perchè il Santuario possa continuare ad essere luogo di serenità, nell'incontro con Dio, con la natura, con se stessi e nella condivisione fraterna in semplicità e gioia.

Santuario

Lago Sant'Anna

Lago di Sant'Anna di Vinadio, lungo il percorso che sale dal Santuario al passo Tesina.
Il valico che si intravede nella parte sinistra dell'immagine è il colle della Lombarda.

 

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